Gáldar
In questa area la cultura originaria dei Guanartematos che abitavano l’isola ha raggiunto uno dei massimi livelli di organizzazione politica e sociale, motivo per il quale i conquistatori spagnoli hanno trovato una ostinata resistenza al loro tentativo di colonizzazione. Gli aborigeni furono piegati solo dal massiccio intervento di un esercito che sotto il comando dei Re Cattolici si apprestava a essere uno dei più forti d’Europa.
L’antica civiltà dei Guanartematos ha lasciato una traccia indelebile proprio nella città di Galdar, dove si trova il Parco Archeologico di Cueva Pintada, una grotta dove si possono ammirare dei magnifici esempi di arte rupestre recuperati dopo ben 24 anni di pazienti lavori archeologici. Per visitare il sito è sempre consigliabile prenotare una visita guidata contattando l’ufficio turistico della città. Passeggiando su apposite rampe si potranno ammirare i resti di un villaggio aborigeno prima di addentrarsi in questa grotta artificiale scavata nel tufo del vulcano. Qui si resterà stupiti dell’abilità dei Guanartematos nel ricavare fregi a motivo geometrico e nelle pitture murarie che scorrono ai lati. Lungo la costa si potrà infine completare questo percorso archeologico visitando la Guancha, dove sono stati rinvenuti i resti di un paese e di una necropoli delle popolazioni pre-ispaniche.
A seguito della colonizzazione spagnola, venne fondata l’attuale città di Galdar. Il centro storico, nel quale sono situati i principali monumenti storici, è dominato dalla Chiesa di Santiago, un edificio del XVI secolo che segna un passaggio dallo stile barocco al neoclassicismo. Al suo interno la “Pila Verde”, la fonte battesimale nella quale furono battezzati i popoli originari subito dopo la conquista da parte degli spagnoli. La chiesa custodisce inoltre grandi lavori scultorei e pittorici di scuola italiana e spagnola, fra i quali vanno ricordate le opere di Luján Pérez e Alonso de Ortega. Un museo custodisce infine preziosi oggetti di arte sacra. Nella piazza antistante la chiesa di Santiago, un grande rettangolo delimita i giardini tropicali, circondati da colonnati in pietra. Al centro una fontana è circondata da allori indiani e piante esotiche. La piazza si anima nelle serate dedicate alle festività di Santiago che si tengono il 25 luglio di ogni anno.
Il centro storico si caratterizza per la sua conformazione originaria che mostra in rassegna le facciate degli edifici barocchi e neoclassici. Uno dei palazzi più rappresentativi della città resta il Palazzo comunale, accanto al quale sorge il Teatro Municipale, che dal 1912 ha preso il posto del teatro voluto da Isabella II. Nei pressi di Plaza Grande si trova il Museo Antonio Padron, dove sono esposte numerose opere del grande artista d’avanguardia originario di Gran Canaria.
Nell’area esterna alla città si potrà godere il sole presso le tranquille coste di Dos Roques ed El Agujero, oppure avventurarsi in un’escursione sulle cime del Galdar e dell’Amagro.