Valldemossa
Il grande compositore polacco musicò tra il 1838 e il 1839 i suoi Preludi Op. 28, mentre Sand scriveva il suo “Inverno a Maiorca” durante il loro soggiorno presso la Cartuja, la principale attrazione turistica di Valldemossa. Ancora oggi, presso questo ex-monastero, sono conservate le stanze dei due artisti, e in una delle maggiori sale si svolge un festival annuale dedicato a Chopin. Nelle sale sono ancora custoditi spartiti originali di Chopin, manoscritti di Sand, le loro lettere e alcuni effetti personali, nonché il pianoforte Pleyel con il quale Chopin compose i suoi Preludi.
La cella del priore raccoglie documenti, libri, dipinti, mobili, oggetti devozionali appartenuti ai monaci certosini che hanno abitato la certosa dal 1399 al 1835, anno della loro partenza, mentre l’antica Farmacia racchiude il segreto delle antiche preparazioni medicinali del XVII secolo in una collezione di ceramiche d’epoca.
In origine il complesso monumentale della Certosa di Valldemossa fu il Palazzo Reale del Re Sancho, costruito dal padre, re Jaime II di Maiorca. Sancho vi soggiornò fino al 1399, quando cedette i suoi possedimenti ai monaci certosini. La visita alla Cartuja inizia dalla chiesa, un edificio neoclassico eretto nel 1751 sui resti del tempio del XV secolo. Da qui si ha accesso al chiostro, nella parte antica del complesso, dove si trova lo splendido giardino del monastero, quindi si accede alla Farmacia e in successione alla biblioteca, alle aule del tribunale ecclesiastico e alle celle dei monaci.
All’interno della Certosa è ospitato inoltre il Museo Civico, che contiene una sezione dedicata alla prima tipografia dell’isola (XVI secolo), il Consiglio dell’Arciduca, la galleria “La Sierra de Tramuntana” e una collezione di arte contemporanea. Dell’antico Palazzo Reale si distingue ancora la torre difensiva.
Oltre alla Cartuja, a Valldemossa si trova ancora un antico Eremo, dove una piccola comunità di eremiti dedicano la loro vita alla preghiera, alla penitenza e al lavoro nelle bellissime campagne che scendono dalle montagne circostanti. Nel centro abitato si distingue invece l’antica chiesa parrocchiale del XIII secolo, dedicata a San Bartolomeo, patrono del paese. L’edificio, di stile gotico, venne rimaneggiato nel XVIII secolo.