Capoluogo dell’isola dai tempi del dominio britannico sull’arcipelago, Maò (o anche Mahon o Magon) poggia le sua fondamenta sui resti di antichi insediamenti preistorici, con importanti tracce delle popolazioni Honderos e Talaiote. Il sito più importante è quello di Trepucò, dove si trova un villaggio risalente all’età del bronzo circondato da un muro a secco costruito in epoche successive.
Notevoli sono state anche le influenze fenicie, cartaginesi e infine romane, ma il principale sviluppo di Maò si deve all’epoca medievale, quando gli spagnoli entrarono in possesso delle Baleari cacciando gli arabi. Maò si sviluppa a partire dalla linea difensiva costruita da Alfonso II, all’interno di un secondo anello di mura fortificate.
Il vero periodo di prosperità per Maò è quello che dal XVII secolo continua fino a oggi. Già nel Seicento il Castello di Sant Felip verrà rivalorizzato e poi consolidato sotto il dominio britannico, mentre la città continuerà a crescere anche fuori dalle proprie mura. Nel XVIII secolo vengono ristrutturate anche le chiese di Santa Maria e San Francisco.
A Maò si trova una delle costruzioni più suggestive di tutta l’isola: la Fortalesa la Mola de Isabel II, una fortezza difensiva che domina l’ingresso al porto collocandosi sull’istmo di Freus, una lingua di terra che si protende sul mare. La Fortezza si rese indispensabile nei primi anni del XIX secolo, quando gli spagnoli, per riconquistare l’isola, distrussero il Castello di San Felip.
Sulle coste che bagnano Maò, gli amanti della natura potranno godere lo spettacolo della vasta laguna di Albufera des Grau, oggi Riserva Naturale della Biosfera. La laguna è separata dal mare da una sottile lingua di sabbia che racchiude al suo interno gli isolotti sui quali cresce una ricca e variegata vegetazione e dove trovano riparo numerose specie di uccelli migratori.
Se, sfortunatamente, durante le vostre vacanze il tempo non promette bene, lungo Cap de Favaritx e Capifort il mare agitato offre uno spettacolo incantevole che risolleverà le aspettative tradite dal cattivo tempo. Qui nel 1922 fu eretto anche un faro che ricalca lo scenario di una costa solitaria.
Protette dal Parco della Riserva di Albufera des Grau, si incontrano delle scogliere che riparano le due spiagge di Platja de s’Illa e Arenal des Moro, nonché le splendide Cala Presili y Morella e soprattutto la Tortuga, considerate come le più incontaminate di Minorca.
Le prime due sono vicine ai resti di una basilica paleocristiana, che testimonia la presenza umana sul luogo almeno dal V secolo.
Cala Presili y Morella e la Tortuga, invece, sono rese uniche dalla presenza di dune e acquitrini così belli che questa parte della laguna è considerata una delle zone meglio conservare delle Baleari.
Tra Albufera des Grau e il porto si trova inoltre l’antico lazzaretto, un tempo luogo di ricovero dei malati che spesso arrivavano da lunghi e faticosi viaggi. Oggi il lazzaretto ospita invece un centro congressi.
In località Torellò vi sono invece i resti di una basilica paleocristiana e un mosaico pavimentale con rappresentazioni animali e vegetali a motivo decorativo. Da Torellò si inerpica un sentiero che conduce al villaggio talaiotico di Talatì de Dalt.
Nelle campagne di Maò si trova infine un mulino a vento del XVIII secolo, conosciuto come Moli del Rei, recentemente restaurato e con una torre visitabile dalla quale si riesce a cogliere uno splendido panorama sulla città e sui monti del Toro.

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