Deià
Il villaggio, trovandosi in una zona molto fertile, era abitato fin dall’epoca preistorica, quando le prime popolazioni insediatesi trovarono rifugio presso le grotte delle vicine coste.
Lo sviluppo della cittadina si ebbe sotto la dominazione musulmana, tra il X e il XIII secolo, quando gli arabi realizzarono un raffinato sistema di irrigazione e fognario in parte funzionante ancora oggi. Probabilmente il nome della città deriva dall’antico nome arabo.
Dopo la conquista cristiana compiuta nel 1229 a opera del re Jaime I, il borgo fu assegnato al Conte Rosellò e venne integrato al comune di Valldemossa. L’indipendenza fu favorita alla presenza del Monastero di Santa Maria del Real e alla fondazione di una scuola missionaria da parte di Ramon Llull, che garantirono a Deià un maggior peso diplomatico nella rivendicazione dei diritti di tassazione. Infatti, la concessione dei diritti ecclesiastici per la fondazione di nuove istituzioni religiose era strettamente legata alla concessione di diritti amministrativi e giudiziari, anche se per l’ottenimento di questi ultimi furono condotti 57 anni di battaglie legali.
L’agricoltura, la pesca, l’allevamento dei tipici suini neri di Maiorca (protetti da una denominazione di origine) e l’abilità degli artigiani locali hanno consentito a Deià un notevole sviluppo durante tutti i secoli successivi. Il villaggio raggiunse intorno al XVII secolo una popolazione di 1.500 abitanti, un numero considerevole per quei tempi e paradossalmente superiore agli 850 residenti di oggi. Fino alla fine del XIX secolo era meta di illustri nobiluomini e artisti, alcuni dei quali decisero di abitarvi stabilmente, come il poeta Robert Graves, al quale è dedicata una casa-museo. Ancora oggi la piccola città è meta di molti visitatori, che la popolano soprattutto nei mesi estivi.
Per le dimensioni della città si potrà rimanere sorpresi di quante attrazioni culturali siano presenti. Le più importanti sono raccolte presso i principali musei di Deià, a partire dal Museo Parrocchiale che conserva tutte le opere d’arte e gli oggetti sacri che sono stati ospitati nella chiesa nel corso della sua storia.
La chiesa, eretta nella seconda metà del XVI, venne danneggiata da un incendio nel XVIII secolo. Presto ricostruita, fu dotata di una torre campanaria.
Molto conosciuto è il Museo Archeologico e Centro di Ricerca di Deià, fondato nel 1962 dall’archeologo statunitense William Waldren per conservare i fossili dell’epoca giurassica riportati alla luce dopo il ritrovamento presso le scogliere della costa. In esso vi sono anche ritrovamenti di civiltà antropiche di epoca preistorica. Il museo, ospitato in un antico mulino restaurato, fu sede di due importanti conferenze sulla preistoria nel Mediterraneo occidentale nel 1980 e nel 1982.
Fra gli ospiti illustri dell’isola, due hanno un ricordo permanente nei musei di Son Marroig e Ca’n Alunny. Il primo è il Museo dell’Arciduca Luis Salvador, creato nel 1929 dal pittore Antoni Ribas Prats, che conserva cimeli del soggiorno dell’Arciduca, dipinti di Joan Bauçà, Joaquim Mir e dello stesso Ribas, oltre che un campionario di ceramiche fenicie, greche, romane e arabe; il secondo è la Casa-Museo dedicata al poeta Robert Graves, che raccoglie documenti (anche multimediali), effetti personali e manoscritti appartenuti allo scrittore.
Il giardino, anche se adattato all’accesso per disabili, conserva l’aspetto originario, di quando la casa venne costruita nel 1932. Graves amava dedicarsi alla cura del giardino e ammirare il paesaggio che si sperdeva tra le montagne e il mare.
La cittadina di Deià aveva anticamente anche un sistema di bastioni difensivi, eretti tra il XVI e il XVII secolo a seguito di un’invasione di pirati del Nord-Africa. Oggi, presso Sa Foradada, si può osservare la Torre de Sa Pedrissa che sorge sul punto di massima elevazione del territorio di Deià.