Ciudadela de Menorca

Il suo nome ufficiale è Ciudadela de Menorca, perché i cittadini rivendicano il titolo di capitale nei confronti di Maò de Menorca, altra storica cittadina di Minorca. Già questo fa intuire quanta storia sia passata tra le stradine del centro storico che, attraverso vie dai nomi curiosi formati da giochi di parole come via Que no pasa o via Ses Voltes (da intendersi anche come “Le Arcate”), vi condurranno da Plaça de España e Plaça Nova fino alla bella cattedrale.

Sede vescovile, la Chiesa Madre di Santa Maria è un edificio gotico del XIII-XIV secolo, eretta su di una pre-esistente moschea araba per volere del re Alfonso III. La chiesa conserva importanti tracce dell’architettura originaria nel campanile, ricavato dal minareto. Anche se la sua costruzione fu ordinata nello stesso anno della conquista dell’isola da parte degli spagnoli, fu iniziata solo durante il regno di Giovanni II, per essere completata nel 1362. Fu saccheggiata durante l’invasione turca del XVII secolo, restaurata e poi più volte rimaneggiata. La sua facciata neoclassica fu ordinata dal Vescovo Juano nel 1813, mentre all’interno la Cappella delle Anime è un magnifico esempio di barocco minorchino. La basilica ha una cripta realizzata con grandi massi di pietra incastrati a secco.

Proseguendo verso il mare, superato il Palazzo Municipale, si apre Plaça des Born, che si affaccia sul porto, dove si trova un obelisco che commemora l’invasione da parte dei turchi del 9 luglio 1558. In quella data la città fu sottomessa e saccheggiata, parte della popolazione fu presa sotto riscatto e portata a Istanbul. Dopo questo episodio cominciò una lenta ricostruzione alla quale seguì il periodo di occupazione britannica nel XVIII secolo, e Ciudadela perse il titolo di capitale in favore di Maò.

A Ciudadela de Menorca si trova anche un importante e caratteristico parco archeologico che testimonia le origini della cultura talaiotica. Si tratta delle Navetas de Tudons, antichi resti funerari che si incontrano sulla strada per Maò. Datate intorno al II-I millennio a.C., le Navetas sembrano una esplicita reinvenzione dei dolmen. Le somiglianze con questi sono evidenti nella conformazione della camera sepolcrale, delimitata da grandi lastre piane. Sono chiamate Navetas per la loro forma a barca rovesciata, alcune più ovali, altre più circolari. Le Navetas più recenti erano sempre più spesso costruite su due piani o livelli.

Ciudadela, oltre alla sua gloriosa storia, deve la sua fama alle sue belle spiagge, che si estendono da Cala Blanca fino al Faro D'Artruix, dove si incontrano le rinomate spiagge di Cala'n Bosch e Son Xoriguer.
Sulla costa a Nord invece si trovano le immacolate e meno affollate spiagge de La Vall e di El Pilar. Acque turchesi, sabbia bianca e pinete si possono trovare anche più a Sud, vicino le località di Macarelleta e Macarella.