Plaza de Aragón
I fatti risalgono al 1591 e sono noti come Alteracion de Aragona, poiché coinvolsero l’intera popolazione. La disputa riguardava il re Filippo II e la sua corte; in quell’occasione, a pagarne le conseguenze fu Antonio Perez, vicesegretario del re, accusato (probabilmente con un pretesto) di omicidio. Dovendo essere giudicato dalla giustizia locale, il re pensò di formalizzare invece un’accusa di eresia, in modo tale che fosse il tribunale della Santa Inquisizione a condannarlo. La popolazione reagì in favore di Perez, impedendo fisicamente il trasferimento del detenuto presso il Santo Uffizio. Il re inviò l’esercito a Saragozza e represse la rivolta nel sangue, giustiziando, a titolo intimidatorio, anche il Presidente della Corte d’Aragona Juan de Lanuza, che si era schierato dalla parte della popolazione.
In memoria di questo giudice fedele alla causa della legge nei primi anni del Novecento venne eretto il Monumento al Justiciazgo. Il complesso scultoreo è composto da un piedistallo di pietra alto 10 metri su cui poggia un monumento di bronzo di un’altezza complessiva di ulteriori 6 metri che rappresenta il giudice con la mano protesa in atto di clemenza e lo stemma della Regione. L’idea del progetto nacque nel 1821 da alcuni giudici del Triennio liberale, e fu realizzato verso la fine del secolo da Francisco Vidal, che si avvalse della collaborazione dell’architetto Felix Navarro. Il monumento intende rappresentare la forza del popolo di Aragona dopo aver perso l’istituzione della Giustizia. Il 20 dicembre di ogni anno le istituzioni aragonesi offrono corone commemorative in ricordo dell’episodio storico.
La costruzione della piazza, nonostante la sua posizione centrale, risale solo al XIX secolo, quando venne riformata la viabilità in corrispondenza con Porta Santa Engracia. La piazza si trova in una zona molto frequentata ed è occupata per la maggior parte da sedi di importanti istituti e uffici. Verso Sud si giunge al Palazzo dell’ex Capitaneria Generale d’Aragona, un quartier generale militare che aveva sede in uno splendido edificio neoclassico.