Domus Artium

INDIRIZZO: Avenida de la Aldehuela - Salamanca
TELEFONO: +34 92 3184916
E-MAIL: da2@ciudaddecultura.org
ORARI: da martedì a venerdì dalle 12:00 alle 15:00 e dalle 16:30 alle 21:00, sabato, domenica e festivi dalle 10:00 alle 21:00

Il Domus Artium 2002, conosciuto con l’abbreviazione DA2, è un centro di arte contemporanea votato alla ricerca delle forme di arte sperimentali che sappiano integrare i processi della convergenza e multimedialità delle arti contemporanee. Il centro, inaugurato nell’aprile del 2002, in occasione di Saragozza Capitale Europea della Cultura, cerca di soddisfare l’esigenza che si è vista affermare negli ultimi anni in città riguardo all’innovazione del proprio patrimonio culturale.

Il programma espositivo si sviluppa attorno all’impegno a valorizzare le ultime tendenze in ambito nazionale e internazionale nel campo delle arti visive contemporanee, nelle arti dello spettacolo e della musica, e soprattutto a sostenere gli artisti emergenti della città e della comunità di Castiglia e Leon. Il Domus Artium 2002 è stato fin dalle origini attrezzato per mantenere una programmazione permanente dedicata ad artisti che lavorano con video, installazioni sonore e nuovi media.

Al DA2 hanno esposto giovani artisti dal talento ormai riconosciuto a livello internazionale: Mona Hatoum, Fernando Sinaga, Ulrike Rosenbach, Sam Taylor Wood e Cindy Sherman fra gli altri; così come vengono esposti validi artisti ancora poco conosciuti in Spagna quali Chris Cunningham, Clare Langan o Fred Tomaselli.

Inoltre vengono organizzate mostre a tema che nel corso degli anni hanno conquistato una popolarità crescente: dalla prima “Da non mangiare” (2002), “Non chiamatelo Performance” e “Remake” (entrambe del 2004), “Arte e violenza politica” e “Video Killed the Radio Star” (2005), e “Idillio” (2007). Molto intensa è la collaborazione con le maggiori istituzioni culturali della città, prima fra tutte l’Università di Salamanca.

Molto significativa è la sede prescelta per il centro: un ex penitenziario costruito nel 1930 e in disuso da molti anni che è stato adattato alle esigenze espositive dall’architetto Horacio Fernandez de Castillo. L’architetto spagnolo ha saputo rispettare la memoria storica del palazzo come nel caso della camera centrale (oggi Exhibition Gallery), che mantiene le inferriate delle celle, e la recinzione esterna del palazzo. Sono stati demoliti invece i muri del cortile interno e una parte del cortile esterno permettendo una reinterpretazione dello spazio funzionale alla nuova destinazione.