Chiesa di Sancti Espiritus
La chiesa di Sancti Spiritus fu restaurata e ampliata nella metà del XVI secolo, lasciando ben poco dell’aspetto originale del convento. Riconsacrata nel 1544, la nuova struttura fonde gli elementi gotici originari con il nascente gusto plateresco. I lavori di restauro furono compiuti dall’architetto Santiago de Martin, professore del convento di San Esteban, anche se per molto tempo venne attribuita a Gil de Hontañón.
La facciata si suddivide in tre corpi che mettono in evidenza le tre navate in cui si suddivideva il convento, ed è sormontata da pinnacoli che ricordano quelli della Catedral Nueva e raffinate decorazioni plateresche. Ben in evidenza due medaglioni raffigurano i Santi Pietro e Paolo. All’interno la chiesa si sviluppa invece in un’unica navata con cappelle tra i contrafforti e copertura a botte. Colpisce subito l’attenzione del visitatore la Pala d’altare del XVII secolo che raffigura Santiago nella battaglia di Clavijo. L’autore della Pala, Antonio Paz, realizzò anche le sculture delle tombe reali di Martinez Alfonso e Maria Mendez. Di notevole interesse anche il Coro, installato nel XVI secolo e sovrastato da un soffitto a cassettoni di stile mudejar.
Dopo la confisca statale nel XIX secolo, la chiesa di Sancti Spiritus divenne una prigione. Dichiarata Monumento Nazionale nel 1888, ospitò diversi servizi municipali.