Chiesa di San Martin
Il suo aspetto romanico delle origini è stato in gran parte modificato a seguito dei restauri intercorsi tra i secoli XIII, XVI e XVII. L’edificio si struttura su di una pianta rettangolare senza transetto, suddivisa su tre navate terminanti in absidi semicircolari. La navata centrale è quella maggiore, coperta con una volta a botte e si distingue dalle due navate laterali, più piccole e con copertura a doppia botte.
Gli accessi alla chiesa sono due: un portale di stile romanico si affaccia su Plaza Mayor. Presenta archi strombati e riccamente decorati con motivi geometrici e floreali. Sulla facciata romanica campeggia inoltre una scultura di San Martin a cavallo che offre il proprio mantello al mendicante, come vuole la tradizione ispirata al Santo.
Il portone che si affaccia sulla Rua è invece di stile rinascimentale, databile al 1586, ed è decorato con una struttura ad architrave sorretta da due ordini di colonne corinzie, il tutto sormontato da una nicchia che replica il modello della porta e che si chiude con un timpano.
Una terza porta, oggi non più visibile, venne eretta nel XVII secolo in corrispondenza della Cappella del Carmelo.
All’interno è da notare il coro il cui stile elisabettiano ci permette di farlo risalire al XVI secolo. L’altare fu realizzato da Alberto Churriguera nel 1731, mentre il Retablo Mayor, attribuito a Gregorio Fernandez, andò distrutto da un vasto incendio che danneggiò la chiesa nel XIX secolo e venne sostituito nel 1854. L’interno della chiesa è tuttavia povero di decorazioni, risentendo evidentemente dell’influenza romanica. Come caratteristica di questo stile i temi figurativi più interessanti si trovano nei capitelli dei pilastri, dove si alternano figure di leoni, uccelli mitologici e busti maschili e femminili.