Chiesa della Purissima

La Chiesa della Purissima Concezione è stata voluta da Manuel de Zuniga y Fonseca, Conte di Monterrey e Viceré di Napoli, che commissionò anche il Palacio Monterrey. Il Conte finanziò la costruzione di un nuovo convento dopo che quello di San Roque occupato dalle agostiniane fu distrutto da un allagamento nel 1629. Certamente sulla decisione del Conte avevano influito la figura della figlia, suora nello stesso convento, e la possibilità di poter costruire una tomba di famiglia all’interno.

Nel 1636 ebbero avvio i lavori di costruzione della Chiesa della Purissima Concezione, che furono completati ben cinquant’anni dopo, e nel frattempo le suore furono ospitate dal Conte stesso. L’edificio coniuga l’estetica rinascimentale con decorazioni tipiche del barocco, risentendo enormemente dello stile italiano. Non soltanto il progetto si ispirò a canoni italiani, avvalendosi di architetti dell’Istituto di Bartolomeo Picchiatti, ma molti dei materiali di costruzione furono importati direttamente dall’Italia grezzi o già intagliati.

Elementi italiani si respirano già sul portone d’ingresso incorniciato con marmo italiano e arenaria di Salamanca, e sormontato da un frontone triangolare sullo stile di Vignola, con colonne di ordine ionico. All’interno risalta il pulpito in marmo di Carrara che esalta la pala d’altare opera di Cosimo Fanzago e le statue dei conti opera dello scultore Giuliano Finelli.

La chiesa della Purissima si sviluppa su di una sola navata con transetto e due cappelle laterali a formare una pianta a croce latina. Il soffitto si chiude con una volta a botte. La cupola fu ricostruita, a seguito di un crollo, nel 1675 su progetto dell’originale dal frate agostiniano Lorenzo de San Nicola. All’interno del tempio sono custoditi splendidi capolavori pittorici del periodo conosciuto come “Età dell’Oro”.