Barrio Chino
Pare sia stato il giovane principe Giovanni della dinastia Cattolica che nel corso della sua formazione presso l’Università decise di radunare le prostitute in Case di prostituzione sotto la supervisione di un protettore chiamato Padre Putes. Per ottenere la tolleranza da parte del clero si stabilì che le donne non potessero esercitare nei periodi di Quaresima e della Settimana Santa. Per questo motivo venivano trasferite in una residenza fuori dalle mura sulla riva sinistra del fiume Tormes.
Da questa vicenda nasce una tradizione insolita e curiosa ai nostri occhi contemporanei. Il Lunedì dell’Angelo le prostitute facevano ritorno in città attraversando il fiume in barca. Sulla riva opposta erano pronti ad attenderle gli studenti dell’Università. La pratica venne accolta anche da altri abitanti della città e fu così che ebbe origine la festa del Lunes de Aguas.
Nel XIX secolo, con l’abbattimento delle mura e l’espansione della città, la zona di prostituzione venne spostata sulle rive del Tormes, in un’area che era stata campo di battaglia durante le invasioni napoleoniche. L’attività del Barrio Chino cominciò a cambiare alla fine del XIX secolo, quando la prostituzione divenne a tutti gli effetti pratica illegale e perseguitata dalle forze dell’ordine.
Oggi questa storia rivive nei racconti degli abitanti del quartiere e nelle insegne di alcuni bar, ma soprattutto nella statua di bronzo presente nel cuore del Barrio Chino, raffigurante Rafael Farina, che fu protettore per molti anni dei più celebri bordelli del quartiere.