Palacio de Carlos V
Incaricato dei lavori fu l’architetto Pedro Machuca, esperto italianista che aveva visitato anche i laboratori di Michelangelo e del quale divenne presto uno stimato allievo. Le influenze rinascimentali sono quindi all’origine del progetto, che resta uno dei primi e dei più riusciti progetti di arte rinascimentale fuori dall’Italia. I lavori iniziarono nel 1527 per poi attraversare diverse fasi costruttive.
La pianta del palazzo consta di un quadrato di 63 metri per lato, con un cortile interno circolare che non ha precedenti nell’architettura del Rinascimento e che segna già un ponte verso il manierismo che persino in Italia era solo agli arbori, denotando l’intenzione avanguardistica del progetto. Il complesso si struttura in due corpi principali sovrastanti. Le facciate del palazzo alternano e integrano linee rette e linee curve, con mattoni sporgenti nella parte inferiore e ampie aperture alternate a mezze colonne nel corpo superiore.
Ma è il cortile interno a rappresentare il capolavoro del Palazzo di Carlo V. Anch’esso strutturato su due piani, si tratta di una patio circolare interamente percorso da un colonnato in stile toscano con aperture e finte porte, con copertura a cassettoni finemente decorati. Il piano superiore presenta un balcone sostenuto da colonne più sottili a trabeazione liscia, ispirata all’architettura imperiale romana. Triglifi e nicchie decorano entrambi i piani.
Dal 1958 nel Palazzo di Carlo V ha trovato la collocazione definitiva del Museo di Belle Arti di Granada.