Eduardo Mendoza è uno scrittore che nasce a Barcellona l’11 gennaio del 1943 da padre magistrato e madre casalinga.
Frequenta per alcuni tempi gli studi di giurisprudenza ma nel 1966 si trasferisce a Londra per studiare sociologia. Ritorna in Spagna e lavora come avvocato fino al 1973, anno in cui si trasferisce a New York e dove si stabilirà per nove anni lavorando come interprete all’ONU.
Il suo primo romanzo viene pubblicato a dicembre del 1975 (un mese dopo la morte del dittatore Francisco Franco): si tratta di La verdad sobre el caso Savolta che viene considerato il primo romanzo del passaggio verso la democrazia e che un anno dopo riceve il Premio de la Crítica.
Nel 1979 esce il primo libro di una serie in cui il protagonista è un detective di nome Ceferino; qui Mendoza riesce a coniugare abilmente l’umor con il giallo e si rivela come bravissimo parodista.
Anche se il suo successo come scrittore è ormai una conferma continua, tra il 1983 e il 1989 continua a svolgere il lavoro di traduttore simultaneo per alcuni organismi internazionali in alcune città d’Europa.
Nel 1986 esce La ciudad de los prodigios che descrive l’evoluzione sociale e urbanistica di Barcellona nel periodo tra il 1888 e il 1929; nel 1999 da questo libro verrà tratto un film.
Sul giornale El Paìs escono due suoi romanzi a puntate: il primo nel 1990, Sin noticias de Gurb, e il secondo nel 2001, El último trayecto de Horacio Dos.
Nel 1990 si mette in scena l’opera Restauraciò al Teatro Romea di Barcellona, che Mendoza scrive in catalano insieme a Carlota Mendoza, sua sorrella.
Dal 1995 al 2001 insegna alla facoltà di Traduzione ed Interpretariato dell’Università Pompeu Fabra di Barcellona e nel 2001 pubblica il saggio Baroja, la contradicción.
Nel 2003 pubblica Barcelona modernista e nel 2006 quello che fino ad ora è il suo ultimo libro, Mauricio o las elecciones primarias che parla della Barcellona degli anni ’80.

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