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El Hierro

El Hierro

El Hierro è la più piccola delle isole Canarie, situata all’estremità sud-occidentale dell’arcipelago e amministrativamente subordinata alla provincia di Santa Cruz de Tenerife. In tutto conta tre comuni: Valverde, capoluogo dell’isola, El Pinar e Frontiera. Tutta l’isola è Riserva della Biosfera dal 2000, ed è in progetto di renderla interamente autonoma dalle fonti di energia inquinanti: tutta l’isola si sta convertendo all’uso integrale di fonti rinnovabili.

Come le altre isole Canarie, El Hierro è di origine vulcanica, probabilmente l’ultima per formazione. Conserva ben 70 grotte vulcaniche, la più lunga delle quali, Don Juso, si estende per ben 6 chilometri di lunghezza. Le sue vette contano circa 500 crateri aperti, il che la rende una delle isole più interessanti dal punto di vista geologico.

Gli appassionati delle scienze naturali, o semplicemente i turisti amanti della natura, non hanno che l’imbarazzo della scelta. Nella Valle del Golfo si può osservare il risultato della forza di erosione del mare che ha dato la conformazione attuale della costa. Inizialmente si pensava che fosse stata originata dall’apertura di un gigantesco cratere antico, ma molto più probabilmente è stata causata da progressivi smottamenti del terreno. La pianura di Plateau era un tempo ricoperta da fitte foreste che oggi lasciano il posto a radure adatte all’agricoltura e all’allevamento. I boschi di Julan e Dehesa conservano ancora la loro tipica vegetazione. Qui si potranno osservare ginepri secolari con la chioma che sfiora il terreno, simbolo della foga sferzante del vento su questo declivio.

Prima della colonizzazione spagnola gli abitanti dell’isola vivevano in una società paritaria e democratica il cui re aveva la funzione di saggio e mediatore fra le parti. Il sistema economico della società aborigena era basato sulle attività di agricoltura, allevamento, pesca e la produzione di piccoli manufatti.
Gli stili di vita aborigeni furono spazzati via dall’invasione dei colonizzatori cristiani. Forme di animismo appartenenti alla tradizione aborigena sono comunque sopravvissute per secoli, riutilizzando dalla religione cristiana la simbologia naturistica.

Anche a causa delle sue dimensioni, El Hierro non è adatta al turismo di massa tipico delle Canarie. Questo consente una più facile preservazione dell’ambiente naturale che richiama solitamente visitatori che vogliono entrare in armonia con un tale ecosistema. El Hierro saprà offrire a costoro la possibilità di immergersi tra le piscine naturali del Charco Manso, Charco Azul o Charco del Pozo, oppure prendere il sole presso le spiagge di Timijiraque o de la Arena, spiagge dalla sabbia nera situate nelle più antiche aree geologiche dell’isola. La Restinga è una caratteristica spiaggia di sabbia rossa di origine vulcanica, situata nella zona di Tecoron. Non è difficile visitare tutta l’isola. I luoghi più frequentati dai turisti sono quelli che sorgono lungo la valle di El Golfo, sulla cui baia si affaccia il Mirador de la Peña, un ristorante progettato da Cesar Manrique.

Caratteristica di El Hierro è l’acqua del Pozo de Sabinosa o Pozo de la Salud, una fonte trovata nel 1702 durante la ricerca di corsi d’acqua lungo la costa. L’acqua, leggermente salina, è stata considerata per secoli curativa, tanto che negli anni ’50 l’ingegnere José Rodrigo Vallabriga vi ha costruito un impianto termale sul luogo della fonte e l’acqua ha cominciato ad essere commercializzata nei negozi e nelle farmacie.

Visitare El Hierro nella prima settimana di luglio consentirà di assistere alle Feste dedicate alla Virgen de los Reyes, quando una lunghissima processione conduce una statua della Vergine dal santuario della Dehesa verso la capitale Valverde in un cammino lungo 44 chilometri. Instancabili ballerini eseguono una danza tradizionale accompagnata dalla tipica melodia dei “pitos”, i flauti realizzati dagli artigiani locali.