Una vacanza alle Canarie riesce a soddisfare le esigenze di passare un soggiorno di relax o divertimento, di sfogare le passioni sportive o esplorare la natura, di appagare una passione per le scienze naturali, la storia o l’arte.
Lanzarote non fa eccezione, rimarcando però la conservazione di una cultura tradizionale che si riallaccia a quella dei popoli pre-ispanici e mantenendo una dimensione familiare che si riflette già nell’organizzazione amministrativa dei nuclei abitati che compongono i comuni.
Fra i comuni più grandi di Lanzarote figura Arrecife, capoluogo dell’isola dal 1847 e importante sede portuale. Di notevole interesse in questa cittadina sono il Castello di San Gabriel e la Fortezza di San Josè, quest’ultima sede del Museo di Arte Contemporanea. È un soggiorno ideale per chi ama i locali di tendenza.
Un tipo di divertimento più vario è costituito però da Puerto del Carmen, località del comprensorio di Tias. Qui si svolgono ogni anno festival di musica rock, jazz e musica tradizionale spagnola o aborigena. Puerto del Carmen è ancora più apprezzata per la sua vicinanza alle belle spiagge di Playa Blanca, rinomate per la limpida acqua e per la sabbia bianca e finissima.
Da questa zona è facile arrivare al Parco Nazionale di Timanfaya, istituito ufficialmente nel 1974 su di un’area disabitata dai tempi delle ultime tremende eruzioni del 1730-1736 e del 1824 che, secondo gli scienziati, avrebbero modificato la morfologia dell’isola. Il Parco è caratterizzato, infatti, da un paesaggio vulcanico e da una fitta vegetazione boschiva e si estende su una superficie davvero considerevole.
Vicino al Parco del Timanfaya, sulla costa tra El Golfo e lo Janubio, si estendono le Salinas de Janubio, interamente circondate da roccia lavica, vero e proprio reperto di archeologia industriale. Spostandosi ancora verso il centro dell’isola, si estende una terra molto fertile ricoperta di cenere vulcanica e una zona vinicola che attraversa i comuni di Mozaga, Uga, Testeyna e La Geria, città dalla quale prende il nome il rinomato vino di questa terra.
A Mozaga il grande scultore César Mandrique ha reso omaggio ai contadini dell’isola lavorando al Museo Campesino, dove sono esposte opere d’arte sul tema e oggetti di lavoro.
È possibile approfondire la conoscenza delle tradizioni locali visitando il Museo Etnografico Tanit di San Bartolomé, così come si può avere una conoscenza diretta dell’opera di Manrique visitando la Fondazione a lui dedicata.
La Fondazione fu creata dallo stesso artista, originario di Lanzarote e affezionato ai luoghi natali, con il proposito di tramandare i valori della sua opera. L’indagine sull’uomo si pone in dialogo con la natura: non si ama abbastanza la vita se manca l’impegno ecologista. A questo messaggio è legato il suo lavoro pittorico, scultorio, urbanistico, che rimanda anche al concetto di “arte pubblica”.
Risalendo la costa orientale di Lanzarote si attraversano le spiagge della Costa Teguiste, una moderna zona turistica dalle spiagge tranquille formate da sabbia chiara. Queste spiagge appartengono al comune di Teguise, originaria capitale dell’isola e cittadina storica di sicuro fascino.
Proseguendo ancora a Nord e riaffacciandosi sulla costa, si scoprirà uno dei gioielli naturali di Lanzarote: la Cueva de Los Verdes. Si tratta di una splendida grotta di origine vulcanica che scende sul mare dal declivio del vulcano La Corona. Secondo gli studiosi la formazione di queste grotte si è avuta a seguito di progressive eruzioni e dal raffreddamento della lava a contatto con il mare e di esplosioni per l’accumulo di gas all’interno delle rocce. Un tempo servì come rifugio per gli abitanti dell’isola che cercavano riparo dalle incursioni nemiche, oggi è possibile visitarle attraverso un tour guidato.
Proseguendo fino all’estremità settentrionale di Lanzarote, la costa si fa sempre più rocciosa fino a raggiungere il promontorio del Mirador del Rio, dove si potrà intraprendere una lunga camminata dal panorama stupefacente sui luoghi dell’antico percorso di avvistamento. Il Mirador si trova vicino la cittadina di Haria, dove le tracce della cultura Guancia sono ancora visibili nel sito della Queseras de Bravo, una struttura scolpita nella roccia dalla storia ancora misteriosa.

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