Betancuria
La sua antica gloria deriva dalla posizione strategica: situata in una fertile vallata, è circondata da montagne, lontana dalla costa. Fu invasa e parzialmente distrutta dai Berberi nel 1593, la cui sconfitta segnò un periodo di ripresa delle attività e consolidamento dell’economia. Nel 1410 venne costruita la Chiesa di Santa Maria, anch’essa danneggiata dai Berberi, ma presto ricostruita, mentre sei anni dopo i frati francescani di San Buenaventura fondarono un convento. Questi e altri luoghi videro svilupparsi nei dintorni il centro urbano.
Fu proprio il precoce sviluppo tra il XVII e il XVIII secolo a favorire l’espansione degli altri centri dell’isola, restando un potente presidio militare. Il governo militare, che per lungo tempo aveva stabilito il suo quartier generale a Betancuria, si trasferì alla fine del XVIII secolo a La Oliva, dove i colonnelli stabilirono la propria residenza in quella che è chiamata appunto la Casa dei Colonnelli.
Nel 1811 fu abolito per la prima volta il sistema feudale, ma ben presto la capitale sarà trasferita a Puerto de Cabras. Ancora oggi si può visitare la Chiesa di Santa Maria, che conserva i pavimenti in pietra sotto i quali sono disposte le antiche tombe, e i soffitti in legno. Il tutto contrasta piacevolmente con l’altare finemente lavorato in stile barocco. Di grande interesse anche il citato convento francescano, nonché l’Eremo de la Virgen de la Peña, costruito in onore della patrona dell’isola nel XV secolo conserva una splendida statua di alabastro della Vergine. Nei pressi di Betancuria si trovano la Cappella di Santa Ines, del XV secolo, e la graziosa chiesa di Santa Ana, al cui interno custodisce una scultura lignea della Santa risalente al XVIII secolo.