Foro Romano

Prima ancora che la dominazione romana sulla penisola Iberica fosse completa, la regione aragonese era già da tempo una colonia fiorente dal punto di vista economico e gli abitanti dell’antica Saragozza erano già cittadini romani. La nuova colonia sorgeva sulle sponde del fiume Ebro, dove era possibile controllare i traffici fluviali. Le testimonianze lasciate dalla civiltà romana rivivono nel Teatro Caesaragusta, negli impianti termali e nei resti del Foro Romano.

L’area archeologica dove è stato rinvenuto il foro romano si trova in Plaza de la Seo, dove nel 1988 iniziarono i primi scavi, durati tre anni. Dagli scavi è emerso che la struttura architettonica corrisponde fondamentalmente a due epoche relative al periodo della fondazione della città romana. Il primo nucleo corrisponde all’età dell’imperatore Augusto, quando furono eretti l’acquedotto, l’impianto fognario (del quale restano le arcate) e una parte del foro dedicata alle attività economiche. Con l’imperatore Tiberio furono ampliati la cloaca e i canali idrici, e il foro romano assunse le caratteristiche di quello che costituiva il cuore dei centri cittadini romani. Il Foro era, infatti, il centro della vita religiosa, civile, economica, politica e amministrativa. Ancora oggi le vie principali corrispondono ad alcune arterie vitali della città di Saragozza.

Gli storici hanno individuato un grande spazio aperto con pavimenti lastricati, attorno al quale si distribuivano gli edifici più significativi: la Curia, che riuniva le attività politiche; la Basilica, di carattere giuridico e amministrativo; il Tempio, per le attività religiose.

Molti reperti rinvenuti sono stati raccolti all’interno del Museo del Foro Caesaraugusta.