Palacio de La Salina

Conosciuto anche come Palazzo dei Fonseca, per via dei loro antichi proprietari, il Palacio de la Salina è l’attuale sede del Consiglio di Contea e rappresenta uno dei più begli esempi di architettura civile della Castiglia.

L’aspetto del palazzo de la Salina ricorda molto più da vicino gli edifici di funzione pubblica che non le abitazioni private, nonostante sia stata residenza nobiliare per lungo tempo prima di essere utilizzata come deposito del sale nella prima metà del XIX secolo.

Il nome “La Salina” ha fatto molto discutere sulle origini della costruzione, che risale comunque al 1538. Una leggenda piuttosto curiosa vorrebbe che l’arcivescovo Alonso de Fonseca si fosse recato a Salamanca per un convegno diocesano e con sé avesse portato la propria amante, Juana Pimentel “La Salina”. Per via del nome della signora nessuna famiglia nobile voleva ospitarli, così il vescovo, molto arrabbiato fece erigere questo magnifico palazzo intitolandolo all’amante.

Molto più probabilmente il palazzo fu fatto erigere da Messi Rodrigo Carrillo, marito di Donna y Mayor de Fonseca, il cui figlio Giovanni Alonso de Fonseca ricevette in eredità il palazzo e alcune sue attività commerciali. Altri racconti, di incerta veridicità, vogliono che fra le attività lasciate vi fosse il commercio del sale. Un’altra leggenda attribuisce il commercio del sale ai marchesi Salinas, effettivi proprietari del palazzo.

Quello che è certo è che nella prima metà del XV secolo, sulle fondamenta di un’antica casa gotica, venne eretto questo magnifico palazzo plateresco che riporta molte influenze italiane, riconoscibili soprattutto negli elementi decorativi. Si può ammirare l’abilità dell’architetto Rodrigo Gil de Hontañón negli elementi della facciata, nel cortile con porticato all’interno sovrastato da una galleria con balconi. Le finestre della facciata sono incorniciate da colonne scanalate, mentre sulla parte superiore campeggiano dei medaglioni con busti maschili e femminili affiancati da putti. Uno dei medaglioni rappresenta Cleopatra morsa dall’aspide.

All’interno l’androne introduce a un corridoio ricavato dall’edificio gotico originario, mentre le sale sono coperte da cassettoni in legno. I pannelli di legno sono decorati con figure umane e mitologiche che esprimono sui loro volti un’espressione angosciosa.