Casa de las Muertes
Il nome della casa, che suscita immediatamente attenzione, è legato a numerose e diverse leggende, sebbene le ipotesi realistiche più accreditate lo facciano risalire alla presenza di quattro teschi scolpiti nella pietra e riconoscibili nelle decorazioni che attorniano le finestre della casa, oppure in riferimento all’indirizzo di quella che al tempo veniva chiamata “Calles de las Muertes”. Le leggende che si sono tramandate raccontano invece della storia dei fratelli Manzano, fatti decapitare dalla signora Maria la Brava, mentre nel XIX secolo si diffuse la fama che nella casa si consumò l’omicidio di un prete.
Sicuramente gli stessi proprietari hanno da sempre contribuito a fomentare le superstizioni attorno alla casa. Ancora oggi il nome inquietante della casa campeggia su una targa con caratteri rosso sangue su una parete di quest’edificio che è ancora utilizzato come abitazione privata.
Le porte e le finestre sono squisitamente decorate con medaglioni in pietra, bassorilievi e stucchi. Sul balcone è riconoscibile un busto che raffigura Alfonso de Fonseca, uno dei patroni di Juan de Alava, e ai lati della portafinestra due effigi che probabilmente raffigurano una coppia di sposi. Il perimetro del cornicione è decorato in cima con teste di angeli alati.
Accanto a questa casa si trova inoltre casa Ovalle, dove visse don Miguel de Unamuno, ricordato in una targa in pietra apposta sulla facciata.